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Mike non aprì gli occhi. Decise che nonostante avesse ripreso pienamente conoscenza, non avrebbe corso il rischio di esporre il suo cranio ad altre collisioni. In tutta la sua vita non si era mai sentito particolarmente sveglio. Acuto a volte, ma era sempre stato piuttosto lento a comprendere, analizzare e dedurre gli eventi. Era sicuro che tutte le percosse e gli stress subiti negli ultimi trenta minuti non avessero apportato cambiamenti positivi nella sua struttura mentale. Cercò di fare il punto di quanto era accaduto da quando, pigro ed annoiato si era coricato sul letto di camera sua. Troppo complicato, ci rinunciò, preferendo invece non fare assolutamente nulla aspettando che qualcuno, o qualcosa, mettesse fine ai suoi dubbi o alla sua pazzia.

Non potendo impedirsi di ascoltare, sentì inevitabilmente ciò che accadeva intorno a lui. Qualcuno camminava con un passo molto pesante, ma anche veloce e nervoso, su di un suolo che doveva essere in legno. Non sentiva rumori ambientali, l’aria era ferma e stantia, ne dedusse di essere in un posto chiuso. Ante, o porte, o cassetti si aprivano e si richiudevano con frenetica insistenza, o almeno così pareva alle sue orecchie.

-Per Kaal! Perché diavolo è sempre tutto così difficile!-

Mike riconobbe la voce. Pare che non fosse affatto rinsavito e che continuasse ad’avere schizofreniche allucinazioni. Tentò di tapparsi le orecchie, notò di non potersi muovere. Era stato legato!

Panico!

La pigrizia ed il non interesse per il mondo furono soppiantati dal terrore per la morte. Spalancò gli occhi ed iniziò a dimenarsi come un un’anguilla in attesa di essere decapitata e pulita sul banco di una pescheria. Imprecava urlando volgarità e parolacce, e anche se ciò risultò tutto sommato inutile rese la scena piuttosto divertente. Immediatamente l’essere verde si posizionò davanti a lui lo afferrò per le spalle con due enormi e possenti mani ed iniziò a scuoterlo con violenza.

-Devi starmi a sentire adesso! La procedura prevede che continui a stordirti fino al momento in cui non riprenderai il controllo di tè. Cerchiamo di andare d’accordo. Niente autolesionismo, niente svenimenti, niente urla terrorizzate o insulti alla mia genitrice.-

Mike era incredulo e riluttante allo stesso tempo. Ma l’efficacia persuasiva della prospettiva di essere colpito nuovamente lo convinse a tranquillizzarsi.

-Bene, ora dammi solo un secondo, devo collegare il proiettore e ritrovare i nastri per l’aggiornamento dei J.U.N.K. sulle loro attuali condizioni. Credimi. Se hai dei dubbi, ciò che vedrai tra poco dovrebbe colmarli, anche se non sono sicuro che sia quello che vuoi sentire-

La lucertola si defilò molto velocemente lasciando modo al giovane Mike di stupirsi per come un colosso di due metri e mezzo potesse essere dotato di tale agilità. Si trovava in una stanza totalmente diversa a quella in cui si era svegliato poco prima. Era un po’ più spaziosa, arredata con mobili che sembravano portare secoli di polvere sui loro scaffali di legno. Sembrava l’interno delle abitazioni facili comparire nei film western di Sergio Leone. La luce filtrava forte dalla finestra e dava modo di vedere ogni singolo granello dell’infinitamente sottile pulviscolo che occupava l’aria. Vi starete chiedendo cosa possa fregarvene, ebbene non ne ho idea, ma sembra importante descrivere l’ambiente ogni tanto.

C’erano tante, tantissime cose che Mike non sapeva sull’universo, ad esempio che è possibile viaggiare da una realtà parallela all’altra e che può essere divertentissimo, come non sapeva che la sua ragazza era in realtà una proiezione malvagia di un demone millenario e che in realtà i demoni non esistono ma sono esseri provenienti da altri universi, e nemmeno si figurava, inoltre, di quanto può essere divertente copiare i propri autori preferiti quando si scrive un racconto. La cosa più importante era però che non aveva idea del fatto che stava per ottenere le informazioni che più di ogni altra cosa avrebbero stravolto la sua concezione della vita.

-Ecco fatto!-

Disse soddisfatto l’essere verde, brandendo un contenitore di latta di forma circolare ed un secchio di pop corn ricoperti di burro.