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Ora, è lecito chiedersi che tipo di avventura stia trascorrendo il giovane Mike Fettuccini mentre giace, privo di sensi, sullo sporco e polveroso suolo di una gigastalla per ultrabovini. Ciò non toglie che sia totalmente sconveniente, infatti le avventure che trascorriamo quando siamo svenuti sono, spesso, una noia mortale. Perdere i sensi può però essere piacevole e rappresentare un’ottima via di fuga quando ci si trova in situazioni difficili, ad esempio se veniste presi in ostaggio durante una rapina in banca, oppure se mai dovesse capitarvi di essere trascinati a vedere un film di Muccino. Lo svenimento è utile anche se state scrivendo un’opera d’immensa importanza e non sapete come far scendere il vostro personaggio da un girone all’altro dell’inferno, ma si dimostra molto più utile quando, a scuola, si viene interrogati su quest’ultima e non si è preparati. A volte la perdita dei sensi può essere usata per chiudere un capitolo di un racconto, dimostrandosi un’ottima conclusione non definitiva, che possa mascherare il fatto che vi siete stancati di scrivere.
Mike aprì gli occhi. Aveva dormito? Si sentiva come se uno scoiattolo vestito da ballerina di can can stesse rosicchiando la sua corteccia prefrontale. Pensò che forse avrebbe dovuto trovare qualche altro metodo per descrivere i suoi risvegli, senza farsi trascinare in un deja-vù ogni santa volta. Smise di pensarci appena riuscì a mettere a fuoco qualcosa. Il tetto della stalla stava sopra di lui, questo lo rassicurò un po’.
-Che figura poco virile-
Disse lo strano essere verde mentre armeggiava con un secchio dandogli le spalle. Mike reagì d’impulso e cercò di rotolare sul fianco ed inginocchiarsi alzando la guardia. Il risultato fu pessimo. Si ricordò di aver appena ripreso conoscenza, e si incollò un post-it mentale con scritto di non lanciarsi in acrobazie dopo uno svenimento. Il rettile si voltò con un’espressione da rettile dicendo:
-Se continui a muoverti è difficile che tu possa sentirti meglio. Tuttalpiù dopo essere giunto qui su di un Tezioflex in quelle condizioni. Ma credi di poter affrontare un viaggio spaziotemporale su quel rudere di materasso che ti ritrovi?-
Mike non era affatto sicuro di ciò che stava succedendo e nemmeno di quanto l’essere verde sesse dicendo. Si sforzò di accettare l’idea che quella specie di coccodrillo parlante non avesse intenzione di mangiarlo. Non ci riuscì. Barcollò di lato, afferrò la spada rimasta a terra in precedenza e con mano poco ferma la puntò maldestramente contro il rettiloide.
-Non avvicinarti bestia!- Urlò poco convinto -Non avrai modo di sbranarmi senza che quest’arma ti ferisca!- Aggiunse poi senza riuscire a trattenere qualche nota acuta che tradiva la sua agitazione.
-Mangiarti? Che schifo! Sembri sporco, e il tuo odore è tutt’altro che stuzzicante, posso assicurartelo.-
Mike sentì nel suo stomaco l’imbarazzo prendere il posto del terrore nel giro di pochi istanti. Si chiese poi se dovesse sentirsi a disagio nei confronti di una sorta di mutante marveliano. In ogni modo non si rimproverò di non essersi fatto nemmeno una doccia nei tre giorni precedenti.
-Sembri decisamente disorientato, vediamo un po’, da dove arrivi?-
Era una domanda? Mike era tutt’ora diffidente, e facendo qualche passo indietro alzò le spalle e scosse la testa. Non era sicuro di essere sveglio. Mentre guardava i vuoti occhi del lucertoloide si diceva che probabilmente stava diventando completamente pazzo. Decise che era ora di aderire al ruolo scellerato che si era dato e di comportarsi come ci si aspetterebbe da un totale fuori di testa. Lasciò cadere la spada, si voltò bruscamente trovando dietro di lui le sbarre della recinzione. Ne afferrò una con entrambe le mani e urlando iniziò a sbattervi contro la testa. Faceva un male cane, alla terza botta decise che fare il pazzo era troppo doloroso e si accasciò a terra con la fronte sanguinante fissando l’altissimo soffitto della gigastalla.
Pian piano il suo battito cardiaco tornò alla normalità. Poco dopo vide comparire nel suo campo visivo la testa del lucertoloide che lo fissava stando in piedi ad un passo da lui.
-Capisco… J.U.N.K.- Disse con una nota comprensiva nella sua piatta e monotona voce da lucertola. -Sono mortificato ma devo stordirti per un po’, è la procedura. Non sarà doloroso.-
Detto questo sollevò la sua poderosa coda e sferzò con violenza sulla testa di Mike. Mike perse i sensi di nuovo.
