You are currently browsing the category archive for the '1 - Atto Primo' category.

Mike era annoiato. Molto annoiato. Era un esperto conoscitore di quella sensazione che tende a colpire la bocca dello stomaco. Una sorta di nausea mista a insoddisfazione ed ansietà. Girellava per la casa senza uno scopo preciso, accendeva la televisione, giocherellava per un po’ con il suo computer o addentava un biscotto al cioccolato. Ogni tanto lanciava qualche vuota occhiata ai testi universitari. Un pensiero agghiacciante attraversava furtivo la sua mente:

-meno di quindici giorni agli esami!-.

Prontamente un piccolo Mike armato di lanciafiamme inceneriva l’infausta apparizione cerebrale e la sostituiva con qualcosa di molto, molto meno impegnativo. Cartelloni pubblicitari mentali si ergevano all’interno della sua calotta cranica proponendogli distrazioni di ogni genere:

-Adrenalina, coinvolgimento ed intrattenimento nella grande Rapture-

urlava un enorme stendardo che locava il logo di BIOSHOCK nella sua parte bassa.

-Sazietà assicurata, gusto invidiabile e zuccheri in quantità! Il tutto nell’armadietto destro della cucina-

lo rassicurava un manifesto giallo che pubblicizzava il pandoro Melegatti.

-Scarica i tuoi nervi, gioca con te stesso e sperimenta un’esperienza di sesso virtuale su redtube.com-

lo invitava un tabellone luminoso color rosa che recava su di sè diverse immagini da cui ci si aspettava dovessero essere piuttosto conturbanti. Mike si soffermò in un interludio di autoesplorazione, e in una punta di criticità si rese conto che nella sua mente i prodotti erano pubblicizzati per quelle che erano le loro effettive qualità, anzichè basandosi su subdoli sistemi di convincimento forzato. Mike si risvegliò dallo stato di autoelaborazione e si rese conto dell’inutilità del suo picco di analisi critica. Infatti i prodotti pubblicizzati nel suo cervello non rispondevano assolutamente ai bisogni creatigli dagli spot televisivi visti quella mattina. Tutto ciò non andava bene. Non andava bene per niente. Stava iniziando a riflettere. Riflettere non andava bene per niente. Decise che era ora di andare a letto e si buttò sul materasso.

Il tempo e lo spazio sono concetti ideati da esseri umani per poter condividere informazioni con altri esseri umani. Ciò fa di questi due simpatici personaggi due concetti tecnicamente inesistenti, esattamente come DIO. Non esistono quindi nemmeno regole fisiche inflessibili come, ad esempio, l’impossibilità di: infrangere la forza di gravità, viaggiare più rapidamente della luce e che il TG1 trasmetta informazioni non manipolate. Queste proprietà dello spazio e del tempo sono molto importanti perché ne indicano la possibilità di essere trasceso. E’ noto infatti come alterazioni a livello sub-atomico possano generare variazioni improvvise nell’universo, creando squarci nei tessuti spaziotemporali e causando in pratica eventi poco credibili. E’ proprio questo ciò di cui il giovane umano Mike Fettuccini dovrà rendersi conto.

Mike aprì gli occhi. Aveva dormito? Si sentiva come se uno scoiattolo vestito da ballerina di can can stesse rosicchiando la sua corteccia prefrontale. La luce gli parve più forte del solito. La sua stanza era decisamente irriconoscibile. Non convinto di ciò che gli stava intorno, richiuse gli occhi e cercò di riaddormentarsi. Niente da fare. Il suo metabolismo si stava lentamente riattivando. Aprì un occhio. -Le 15- gli diceva l’orologio al muro. Lui non aveva orologi in camera. Lui non aveva pareti ricoperte di carta da parati. Non aveva una televisione di fronte al letto, non aveva un armadio in stile ottocentesco e per dio non aveva mai messo quella testa di cavallo mozzata sulla scrivania di legno di ciliegio! Si sedette sul bordo del letto, e cercò di riflettere. Si ricordò in seguito di essersi addormentato proprio per evitare di farlo, per cui decise di non buttarsi di nuovo in quella particolare avventura. Dedusse rapidamente, senza pensare troppo, che la stanza in cui si trovava non poteva essere la sua, a meno che non fosse improvvisamente diventato schizofrenico. Si alzò in piedi e guardò la testa di cavallo. Era proprio brutto! Non gli dispiacque affatto per il suo destino. Osservandola meglio notò che conficcata nelle sua fronte risiedeva una spada. Non se ne chiese il motivo, ma ne agguantò l’impugnatura saldamente e la estrasse, liberando un rivolo di sangue scuro dal capo senza vita dell’animale. Trovò poco vicino un fodero in cuoio equino, lo raccolse, lo sistemò a tracolla e vi ripose l’arma. Non sapeva perché stesse agendo in questo modo, ma gli erano sempre piaciute le spade. Era ora di capire cosa stesse succedendo, non che gli interessasse particolarmente, ma era meglio che rimanere a crogiolarsi aspettando di essere bocciati agli appelli universitari. Infondo Mike, era molto annoiato.